AppId is over the quota
AppId is over the quota
(ASCA-AFP) – Roma, 23 nov – Il divario tra cio’ che viene
fatto per contrastare le emissioni di carbonio entro il 2020
e cio’ che sarebbe realmente necessario e’ ampio, forse piu’
ampio di quanto non sia mai stato. Lo sottolinea l’ONU con il
Rapporto UNEP ( Programma Ambiente delle Nazioni Unite)
presentato oggi in vista dei negoziati mondiali sul clima – a
Durban dal 29 novembre al 10 dicembre.
Secondo l’UNEP, le emissioni annue di carbonio dovrebbero
scendere di circa l’8,5 per cento rispetto al 2010 per
puntare a raggiungere l’obiettivo concordato per il
riscaldamento del pianeta. Nel 2010, l’ultima conferenza ONU
sul clima a Cancun, in Messico, aveva deciso di limitare
l’aumento della temperatura media globale a due gradi Celsius
(3,6 gradi Fahrenheit) sopra livelli pre-industriali.
Il rapporto delinea oggi scenari moderatamente
ottimistici, dando una chance ”oltre il 66 per cento” di
conseguire tale obiettivo. Le emissioni annue che nel 2010
erano 48 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio
equivalente (CO2e), dovrebbero far registrare un picco prima
del 2020, per poi ridursi a 44 miliardi di tonnellate di CO2e
in quell’anno. Eppure il rapporto evidenzia la possibilita’
di un ampliamento del ‘gap emissioni’ un termine che
descrive la differenza tra le promesse di contenimento del
carbonio e cio’ che e’ necessario per raggiungere l’obiettivo
stabilito a Cancun.
”La dimensione del divario dipende da quanto
rigorosamente le promesse di riduzione sono implementate e
monitorate”, sottolinea l’Unep che calcola una media del 2,6
per cento di riduzione all’anno, pena il fallimento. Per
avere una possibilita’ di rispettare l’obiettivo, – avverte
l’organismo UE – il totale delle emissioni di gas serra nel
2050 deve essere circa il 46 per cento inferiore al loro
livello del 1990, o circa il 53 per cento inferiore al loro
livello del 2005.
Potenziali riduzioni di circa 16 miliardi di tonnellate di
CO2e nel 2020 – sottolinea l’Unep – si possono ricavare da
una maggiore efficienza della produzione di energia
elettrica, industria, trasporti, dall’edilizia e
l’agricoltura, nel passaggio alle fonti energetiche
rinnovabili e l’installazione di cattura del carbonio nelle
centrali elettriche e nella riduzione delle emissioni da
deforestazione e agricoltura.
”La cattiva notizia e’ che il divario si allarga. La
buona notizia e’ che l’UNEP dimostra che puo’ ancora essere
chiuso – ha detto il commissario Ue Connie Hedegaard,
commentando i dati – ma il tempo e’ breve, abbiamo bisogno di
ottimizzare gli strumenti a portata di mano. A Durban, i
governi devono risolvere l’immediato futuro del Protocollo di
Kyoto, definire il percorso verso un accordo globale sul
clima realmente vincolante”.